L'Espresso
13 Giugno 2002 n.24

Favola tra due mari"

di Marco Belpoliti


Carmine Abate un narratore con tre patrie: appartiene alla minoranza albanese che vive in Calabria, da giovane emigrato in Germania (il suo primo libro di racconti in tedesco), ora scrive in italiano. Rispetto ai due romanzi precedenti, "Tra due mari" meno ricco sul piano del linguaggio; tuttavia quello che si perso in ricchezza lessicale e sintattica, l'autore lo ha restituito sul piano dell'intreccio narrativo. Il libro racconta la storia di un ragazzo calabrese nato ad Amburgo da una coppia italo-tedesca. Le sue radici sono solidamente piantate in un paese calabro collocato su una collina che guarda il mar Tirreno e il mar Ionio. L abita la famiglia materna. Abate ha scritto un libro di memorie, incentrate su un luogo del passato - la locanda il Fondaco del Fico - e una fiaba, che ha per protagonista un ragazzo e un vecchio: Florian, giovane voce narrante del romanzo, e Giorgio Bellusci, il nonno. Energico, testardo, cocciuto, vitale, Bellusci vuole ricostruire l'antica locanda, sogno di un'intera vita. In "Tra due mari", opera dominata da forti figure maschili, assente la generazione dei padri. Giorgio Bellusci ha affrontato e ucciso da solo il malavitoso che gli chiedeva il pizzo per la locanda da ricostruire, e quando esce dal carcere salta una generazione. Come in una fiaba, trova il proprio aiutante magico nel nipote. L'altro riferimento di Florian il nonno paterno, anche lui altrettanto favoloso. Di mestiere fa il fotografo, ed legato a Bellusci; stato infatti lui, durante il suo primo viaggio in Italia, a determinarne il destino amoroso. Pur essendo un romanzo realista, l'opera di Abate rinvia alle atmosfere magiche di "Cent'anni di solitudine". I due mari a cui allude il titolo non sono solo quelli che bagnano la Calabria, ma anche il solare Mediterraneo e il freddo mare del Nord, poli spaziali entro cui si distende l'intera vicenda. Il tono fiabesco reso evidente sia dal modo in cui Abate racconta (usa le risorse del riassunto, riduce al minimo i dialoghi, ricorre ad altre voci narranti) sia dall'uso dei tempi verbali che collocano la storia in un'atmosfera favolosa. Il risultato un libro piacevole, che possiede la leggerezza e la rapidit di una fiaba. Abate ha una mano felice; narra attraverso rapide immagini che attingono per ritmo e intensit emotiva all'universo della poesia; gli preme soprattutto una cosa: riprodurre l'incanto odoroso e tattile dei ricordi. E in questo riesce bene.